Alcuni dei passaggi salienti dell’intervento della Premier Giorgia Meloni all’assemblea di Confindustria con focus anche all’Unione Europea.
Dopo i primi commenti alle elezioni comunali 2026, Giorgia Meloni ha allargato il proprio raggio d’azione con impegni a carattere europeo e non solo. La Premier è intervenuta nel corso dell’Assemblea generale di Confindustria, ospitata al centro congressi La Nuvola di Roma. Presente anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oltre che ovviamente il leader degli industriali, Emanuele Orsini.

Giorgia Meloni all’assemblea di Confindutria
“Per cercare di essere concreti vi propongo di avviare subito un cantiere comune per arrivare a una riforma comune della burocrazia in Italia”, ha detto la Premier Meloni nel suo discorso. “La principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è l’attuale configurazione dell’Unione europea, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività, la crescita strategica sull’altare di approcci ideologici e tecnoratici”.
Il messaggio diretto all’Ue: “Faccia meno e meglio”
In questo senso, tra i vari passaggi dell’intervento della Presidente del Consiglio, ecco una richiesta precisa all’Ue: “Non bisogna avere paura di dire le cose come stanno. Noi chiediamo che l’Europa faccia meno e lo faccia meglio“, ha spiegato nel corso dell’assemblea la Meloni. “Chiediamo l’applicazione del principio di sussidiarietà, che significa che l’Europa si occupi di quello che gli Stati non possono fare da soli e non di quello che gli Stati fanno meglio da soli”.
La Meloni ha quindi rincarato la dose: “Chiediamo priorità sensate e velocità delle decisioni, perché siamo in un tempo in cui la velocità di reazione agli eventi determina la posizione che occupi nello scenario, se cioè sei tra coloro che orientano le scelte o se piuttosto sei tra coloro che le subiscono. Serve sicuramente un cambio di passo sulla competitività, perché è impossibile chiedere alle nostre imprese di correre sui mercati globali se noi siamo i primi a frenarla con meccanismi burocratici infernali, con il peso soffocante di milioni di adempimenti amministrativi e regolamenti”.